Ciao a tutti!Sto pensando a qualche novità per svecchiare un pò questo blog...
Ho già qualcosa in mente ma se avete delle idee proponetele...
Nel frattempo andate a visitare il mio blog su Flux, basta cliccare qui!
ZM
Ciao a tutti!
Sarò ripetitivo ma non mi stancherò mai di dirvi che in Italia abbiamo gruppi eccezionali e molto spesso li snobbiamo. Discorso che calza a pennello per i SEBP: la cosa confortante è che il loro primo album è stato ben recepito dal pubblico alternativo e i circuiti televisivi nazionali hanno fatto il resto (anche se ho dovuto penare per poterlo comprare!). Finalmente con l'ultimo disco la distribuzione è capillare, merito anche di Mtv Brandnew che "consiglia" questo disco con il suo simbolino e perchè no di un prezzo più basso dei soliti 20 dolorosi euro. Il nuovo album prosegue il discorso intrapreso con il precedente The Swindler, quindi post rock di radice Fugazi/Karate/Jesus Lizard incline questa volta però anche ad altre impreviste infulenze. In primis sottolinerei quella dei Pearl Jam, o meglio del cantante Eddie Vedder, nei pezzi più lenti e riflessivi: sinceramente non me lo sarei aspettato, ma il risultato è comunque ottimo! Da brividi invece l'interpretazione alla Tom Waits del pezzo più oscuro dell'album che comunque si conclude con una deflagrazione elettrica degna degli Smashing Pumpkins più rumorosi e darkeggianti. Non pensate però che Small Rooms sia un disco lento, è anzi molto movimentato e scommetto che il pogo dal vivo la farà da padrone! A voler trovare un difetto segnalerei la canzone che apre il disco, non voglio dire che sia brutta, ma posta in apertura non tira abbastanza all'ascolto...messa in scaletta verso metà disco avrebbe sicuramente fatto una miglior figura. Ma questi sono dettagli irrilevanti, i nostri amici emozionali mantovani non sbagliano il colpo e anzi alzano il tiro e colpiscono alla grande! Ora manca solo da vederli dal vivo e magari scalare le charts di qualche college-radio americana...perchè no?
Nuovo disco per Brian Molko e soci: le attese erano abbastanza grandi visto ormai l'enorme seguito di cui dispone al band guidata dal carismatico e fashonissimo cantante/chitarrista. Anche questa volta ci regalano un buon disco, niente di epocale, sulla scia delle ultime produzioni forse addirittura in crescita rispetto al precedente Sleeping with the ghost. Molto hype intorno a questo disco si è creato anche grazie alle due illustri collaborazioni presenti nell'album: la prima e molto attesa è quella con Michael Stipe, visionario cantante dei REM, che regala una buona prova ma il pezzo tutto sommato non è granchè. La seconda, con VV dei Kills, è senza dubbio migliore, le due voci si fondono alla perfezione e creano una gran bella atmosfera. Gli altri brani sono, come dicevo prima, molto vicini alle vecchie produzioni: chitarre in primo piano, basso lineare ma efficace e ritmica ben assestata senza mai sovrastare però la misogina voce di Brian Molko. Buona la sua prova, anche se le linee melodiche iniziano un pò ad assomigliarsi, come del resto succede alle canzoni. Manca forse quella freschezza che si respirava nel disco d'esordio, per me il migliore finora, ripetuto forse solo dal bellissimo e blockbuster Without you I'm nothing. Anche in questo caso la recensione è corta, ci sono in fin dei conti poche cose da dire su un album tutto sommato buono ma che niente aggiunge e niente toglie al percorso artistico del gruppo.